TUTTO SI CONSEGNA E NULLA SI DIFFERENZIA, PLASTICA AMORE MIO
Venerdì a Dubai è un giorno festivo: ce ne accorgiamo perché rispetto al resto della settimana la piscina è molto più frequentata. Tanti bimbi.
Ci fermiamo fino alle 10. Poi a piedi andiamo in pasticceria, così SEB può scegliere la torta per il compleanno di domani. Assaggiamo la rainbow cake, 7 strati di pan di Spagna multicolore, e una torta al mango. Poi SEB opta per una al cioccolato e vaniglia: le decorazioni con il cioccolato vincono. Mentre sto pensando a come fare per il ritiro (ho passeggino, zainetto e palla da piscina, fuori c’è caldo e quando usciamo di qui devo anche fare la spesa), intercetto la telefonata della commessa che chiede a che ora il cliente vorrebbe il dolce consegnato a casa. Soluzione trovata: la consegna a casa. E in effetti, non ci voleva molto: qui consegnano la qualunque a casa! Spesa e cibo in primis. Davanti ai ristoranti c’è una flotta di motorini sempre pronta a partire. Problema risolto. Si fa la spesa e ordiniamo anche i boccioni dell’acqua, ovviamente con consegna a casa.

L’acqua del rubinetto sarebbe anche bevibile, ma ovunque si trova quella imbottigliata nei bocconi di plastica. Plastica, plastica, plastica: qui ti danno un sacchetto di plastica per tutto. Al supermercato compri il filone di pane, sacchetto di plastica, la confezione dei pannolini per bambini che ha già la sua maniglia, sacchetto di plastica, un qualunque pezzettino che ti starebbe anche in borsa, sacchetto di plastica. Alla cassa c’è un addetto che aiuta a imbustare la spesa, la prima volta che mi ha visto mettere le cose nello zainetto è rimasto un po’ perplesso. Sacchetti di plastica come quelli che un tempo usavano anche da noi, belli spessi, di quelli che puoi metterci anche il piombo che non si spezzano, lontani anni luce da quelli che oggi ti danno a pagamento nei nostri supermercati.
Li uso per la spazzatura, qui non si differenzia, e non si porta la spazzatura ai cassonetti, sul piano c’è il garbage cabinet, basta portare il sacchetto nello stanzino e aprire lo sportello a muro….scoperto dopo 2 settimane.
BUTTIAMO IL NASO NEI GREENS E IN MARINA
Sabato 22 giugno SEB si sveglia: “Mamma adesso ho 4 anni? Mangiamo la torta?”
Mangiamo la torta e apriamo il regalo non appena svegli: facciamo una colazione-compleanno. SEB è contento, piazza lui le sue candeline in modo che corrispondano a 4 e, dopo averle spente, si taglia lui la torta. Poi alla velocità del lampo scarta il regalo: una Ferrari che arriva dal Ferrari World di Abu Dhabi, dove il papà è stato in maggio, quando non c’eravamo ancora, in occasione di un’uscita organizzata dalla scuola.
Abbiamo optato per la colazione di compleanno perché alle 10 dobbiamo essere a casa di Ksenija e Boki, la coppia serbo croata con cui scambieremo casa a metà luglio. La zona qui ha un’allure più residenziale-europea. Boki ci accoglie all’ingresso, ci fa vedere dove è il posto auto coperto e le facilities del complesso. In casa ci aspetta Ksenija. Ci accolgono con caffè, biscotti e salatini, chiacchieriamo un po’ di Dubai, dell’Europa, Ksenija mi dà le informazioni basilari sulla casa.
Verso le 11,30 li salutiamo, si torna a casa: domani papà ha l’esame di statistica. Pranziamo insieme e poi ross torna al campus a studiare, mentre io e i bimbi restiamo a casa a rilassarci e a guardare Lilo e Stich 2 (per la milionesima volta) così ne approfitto per provare a fare il pane in casa e il chutney al tamarindo.
Domenica SEB non va al centro Hug, così, dopo la colazione, usciamo per andare a visitare la zona della Marina.
Saliamo sul bus diretti alla stazione della metro. SEB si siede e lungo il percorso osserva i cantieri in corso. Praticamente ovunque. La zona in cui viviamo è limitrofa all’area in cui verrà ospitata l’Expo 2020. “Connecting minds, creating the future” sarà il tema, e durante l’Expo cadranno anche i 50 anni dell’indipendenza dall’Inghilterra. Ovviamente stanno predisponendo tutto creando infrastrutture ad hoc. In generale tutta Dubai è un cantiere, costruiscono dovunque e tutte opere faraoniche. Da questa settimana, per legge, i cantieri saranno operativi solo la mattina per via delle alte temperature.
È uno spettacolo a cui oggi in Italia è difficile assistere, sia perché il numero delle grandi opere è ristretto e sia perché, quando ci sono cantieri importanti, normalmente, essendo off limits, vengono transennati e schermati, preclusi il più possibile alla vista. Uno scenario del genere è forse immaginabile da chi, negli anni Sessanta ha assistito alla costruzione delle grandi autostrade o ha visto nascere, nei ruggenti anni Ottanta, i quartieri residenziali milanesi.
A Ibn Battuta prendiamo la metro e scendiamo a Damac. Una volta fuori, mi guardo intorno e cerco una via per avvicinarmi al Marina Walk. Sono le 10 circa e fa già caldo, ma non voglio prendere un taxi perché, purtroppo per me, per capire come è fatto davvero un posto ho bisogno di camminarci dentro.
Dalla metro andiamo in direzione della Marina, ho CATY nel marsupio da un po’ perché aveva bisogno di dormire e ora dorme. A metà del ponte di Al Emreet Street, SEB vede le barche ormeggiate nel porto turistico e mi chiede di andarle a vederle. Torniamo sui nostri passi, e quando il caldo sta iniziando a farsi fastidioso, entriamo nel provvidenziale Marina Walk Mall.
La Marina è la parte di Dubai pensata per stare fuori e poter camminare a piedi, ma adesso la temperatura non lo permette. Sopra la nostra testa svetta la Cayan Tower, anche chiamato grattacielo dell’Infinito, con la sua tipica torsione.
Entrati nel mall, che asseconda l’andamento curvilineo della piccola baia, SEB mi chiede di mangiare qualcosa. Ci fermiamo al Cafè Bateel, intanto anche CATY si è svegliata. SEB sta imparando ad apprezzare il pain au chocolat, che nel suo cuore sta prendendo il posto che prima occupava il krapfen alla crema della pasticceria Tosi. Io ordino un pezzo dolce albicocca e pistacchio e un caffè, che arriva in una teiera di ceramica, accompagnato da un dattero. I datteri di Bateel sono famosi, biologici, vengono dall’Arabia Saudita, e quindi sono il prodotto simbolo di questo locale. In effetti il dattero è buono, non fibroso, rotondetto, grande poco più di un’oliva.

Riprendiamo il giro e ci imbattiamo in una nursery. Ne approfitto per fermarmi a chiedere alcune informazioni sui campi estivi. Da metà luglio ci sposteremo ai Greens, una zona qui vicina, magari SEB una settimana in un campo estivo la potrebbe fare. Questa è una scuola che fa parte di un gruppo consorziato di scuole straniere, ognuna con la sua identità, americana, britannica, internazionale. L’offerta scolastica a Dubai sembra molto ramificata. Per fortuna non c’è da scegliere una scuola ma solo un campus, me la cavo con 3 brochures.
Ci rimettiamo in cammino, facciamo una puntata fuori, SEB ci tiene a vedere le barche da vicino. Ma fa davvero caldo, siamo intorno a mezzogiorno, via in taxi verso il Dubai Marina Mall.
Entrati ci accoglie il grande atrio circolare con una cupola vetrata che finisce con un oculo. Per un momento mi sembra di essere nel cortile del MART…. poi il corollario di negozi monomarca mi riporta a Dubai.
Qui nel centro della hall, hanno allestito un corner per i bambini “Hello Summer”, 5 aree dai colori giallo e azzurro, che richiamano uno stabilimento balneare, dove i bambini possono giocare grazie a un voucher riconosciuto dai negozi del mall a fronte di una spesa minima di 100 dirham.
Intanto arriva la fame, SEB non sa cosa è un milk shake e quindi proviamo. Piace e piace molto anche a CATY. Il mall si sviluppa su tre livelli, non è piccolo, ma dopo il Dubai Mall del primo giorno, tutti gli altri malls sembrano ridimensionati. Seb inizia a essere stanco, si fa dare un passaggio sul passeggino e ovviamente si addormenta, e si addormanta anche Caty in marsupio: ottimo momento per farsi un caffè (ristretto) in santa pace.
Mentre passeggio intorno all’Hello Summer per capire che
cosa propongono ai bimbi, vengo approcciata da una bambina che mi offre un
voucher per accedere al playground. Mi dice che lei non lo userà e quindi posso
averlo io per i bimbi se voglio.
La ringrazio,
è stato un gesto carino e, a questo punto aspetto il risveglio dei bambini per
farli giocare ancora un po’prima di rientrare.
Si sveglia per prima Caty, la porto a giocare nella sabbia e si diverte
parecchio. Quando Seb si sveglia la raggiunge.
Dopo
che si sono divertiti per bene, per tornare a casa prendiamo tram, metro e bus
e ci siamo.
Doccia per liberarsi dalla sabbia, cena e buonanotte.
SCUOLA, SPESA E ORGANIZZAZIONE FAMIGLIARE
La mattina di lunedì si va al centro Hug.
Oggi è il giorno di prova-inserimento di CATY, resto con lei tutta la mattina. Ci sono bimbi più grandi che piangono molto di più… quindi non male, penso.
Le educatrici usano anche le canzoncine animate, stando davanti allo schermo qualche bimbo si imbambola, qualcuno continua a piangere e altri non lo filano di striscio. CATY batte le mani e balla. Stessa cosa quando mettono la musica: sono le solite canzoncine in inglese ma in versione decisamente più dance-indo-elettronica. Mi verrà su una cubista, penso per un attimo. Ma poi penso che va bene così: deve stare un po’ senza la mamma e non importa se per 3 ore non ha stimoli sensoriali, giochi morbidi o non fa i travasi. Amen.
Sulla via del ritorno alle 13, SEB sente il moezin che chiama alla preghiera e mi chiede di andare in moschea. Gli rispondo che un giorno ci andrà con il papà, ora è ora di rientrare a casa.
A casa inizio a muovermi per vedere se c’è qualche campus comodo alla zona dei Greens, dove SEB potrebbe andare quando ci sposteremo.
Vado sul sito che mi ha consigliato Ksenija, c’è assistenza online. Scrivo e poi mi richiameranno.
Martedì mattina senza bambini… da quanto tempo!
Lascio SEB e CATY al Mothers Hug, ci rivedremo alle 12.30.
È la prima volta dal 30 di aprile, ultimo giorno in cui i bambini sono andati entrambi a nido e materna, che sono da sola, non ho neppure un marsupio sulla schiena o un passeggino vuoto da spingere.
Quindi colazione per festeggiare da sola da Occasion, la pasticceria dove abbiamo preso la torta per il compleanno di SEB. Apre solo alle 10. Vado a fare spesa e torno. Chiacchiero un po’ con la commessa. Viene dalle Filippine, vive a Sharjia, dalla parte opposta della città. Mi dice esce di casa 7,30 e con bus può arrivare qui 9,15 come le 10, in base al traffico.
Mi racconta che il proprietario di Occasion è indiano, le sue pasticcerie si trovano in India e negli Emirati. Provo la torta Rasmalai, è giallo canarino, aromatizzata con cardamomo e zafferano. Buona ma quella al mango meglio.
Dopo la nostra chiacchierata, quando sto per congedarmi la commessa mi offre anche un pezzetto di rainbow cake.
L’altra volta non lo avevo colto: oltre a sette colori diversi, la rainbow cake ha 7 gusti diversi … chapeau… per non dire … accipicchia!
Torno a casa e sistemo la spesa. Stasera salsiccia di montone, patate al forno, insalata. La salsiccia ha un colore violaceo, come se la carne fosse stata irrorata di vino rosso, ma è da escludere, credo dipenda o dal colorante che usano per mascherare l’ossidazione (come da noi si usa la barbabietola per il tonno) oppure da qualche spezia, ho provato a chiedere al macellaio al banco ma non ho ottenuto una risposta esauriente….a cena scopro che in effetti piccante è piccante!
Mercoledì, salutati i bimbi, torno a casa per mettermi al computer: devo finire di preparare le istruzioni della casa per gli ospiti che saranno a Castagnè durante l’estate, ci sono le carte da ricontrollare per il visto australiano e vorrei capire meglio quali campus vicino a casa potrebbe frequentare SEB una volta trasferiti ai Greens. Ce ne sono sono tantissimi, sparsi in tutta Dubai. Sarà l’occasione per imparare la toponomastica: deve essere ragionevolmente vicino.
Ovviamente c’è di tutto, alcune proposte sono a dir poco impressionanti come il Superior Mind Summer Camp….paura, mi viene voglia di scappare solo dal nome…
Nel centro dove andiamo ora nessun rischio: al ritorno da scuola sgamo SEB con un baffo di cioccolato, glielo hanno dato anche oggi a scuola… ieri me lo aveva detto lui, oggi la conferma materiale e la cosa lo rende molto soddisfatto, io … pazienza. Anche questa è la conferma che a Dubai trovi di tutto, anche in materia di summer camp.
STIAMO UN PO’ CON IL PAPA’….FINALMENTE!
Giovedì Ross si sveglia alle 7.40, per le 8,15 deve essere in auto. SEB e CATY dormono ancora e li lasciamo dormire, così ross fa prima a prepararsi e uscire. Ci vedremo stasera dopo le 10, a SEB piace aspettare il papà.
Dopo la colazione, e dopo esserci incremati, andiamo in piscina. Sono le 9,30 fa caldo e c’è vento (caldo).
Per le 11 siamo di nuovo a casa.
Nel pomeriggio, mentre CATY dorme, io e SEB passiamo il tempo iniziando a costruire una mappa di Dubai dove attacchiamo le figure simbolo delle zone che abbiamo visitato.
Una volta sveglia Caterina, facciamo merenda e poi usciamo a girare in piazzetta davanti casa. Rientriamo per le 19,45, il papà arriva alle 20, finalmente stasera si cena insieme.


















Bellissimo Dani!!belle le foto!! Un bacione a tutti!!
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